<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<atom:link href="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/x5feed.php" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<title><![CDATA[Studio Tecnico Giachino Giuseppe]]></title>
		<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/</link>
		<description><![CDATA[Archivio news su argomenti tecnici scelti e postati sul sito dello Studio Tecnico Giachino Giuseppe]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Tue, 21 Feb 2012 11:35:00 +0100</lastBuildDate>
		<generator>Incomedia WebSite X5 Pro</generator>
		<item>
			<title><![CDATA[Dalle professioni tecniche una proposta di legge di riforma]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Professione"><![CDATA[Professione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_80h91s0m"><p class="imTALeft"><span class="fs13"><span class="cf1 ff1"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_25990_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="fs13 cf1 ff1"><b>Dalle professioni tecniche una proposta di legge di riforma<br></b></span><span class="fs13 ff1"><br>20/02/2012 - “Non abbiamo alcun privilegio da difendere e non temiamo affatto la riforma, pur richiedendo con forza modifiche migliorative ai provvedimenti emessi dal Governo per quanto attiene al mondo delle professioni”.<br>Così Armando Zambrano, responsabile del coordinamento delle professioni tecniche (PAT) e presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI), ha commentato l’esito della riunione, avvenuta nei giorni scorsi, del PAT, composto da Biologi, Chimici, Dottori Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti agrari, Periti industriali, Tecnologi alimentari, con la partecipazione degli Agrotecnici e degli Architetti.<br>Nell’incontro è stata definita in linea generale una proposta di legge che sarà sottoposta all’attenzione del Ministro della Giustizia, Paola Severino, in vista dell’emanazione del Decreto (ai sensi dell’art. 3, comma 5 della Legge 148/2011) che &nbsp;riformerà gli ordinamenti delle professioni.<br>Il documento - spiega il PAT in una nota - recepirà tutte le novità introdotte negli ultimi mesi dal legislatore in materia di accesso ed esercizio delle attività professionali: libero accesso, formazione permanente continua, assicurazione per l’esercizio della professione, istituzione degli organi disciplinari, pubblicità informativa, ma anche società tra professionisti, compenso e preventivo della prestazione, tirocinio. Temi che sono stati affrontati e discussi sino a pervenire ad un testo sostanzialmente condiviso nelle linee generali e che avrà, successivamente, un ulteriore passaggio prima della definitiva approvazione.<br>“Questa è la dimostrazione più limpida - ha sostenuto il coordinatore del PAT, Zambrano - che le professioni stanno sollecitando modifiche sacrosante, nell’interesse di tutte le categorie coinvolte e, soprattutto, del cittadino. Semplificazione, qualità della prestazione e tutela del committente - ha concluso Zambrano - sono gli obiettivi che noi intendiamo perseguire con questa proposta, in un processo riformatore che non può vedere le professioni come vittime, ma piuttosto come protagoniste”.<br></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:35:00 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?dalle-professioni-tecniche-una-proposta-di-legge-di-riforma</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/80h91s0m</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Appalti senza gara ]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Normativa"><![CDATA[Normativa]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_5la3op13"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_26007_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Appalti senza gara solo con urgenza motivata</b></span><b><span class="fs24 ff1 cf0"><br /></span></b><span class="ff1 fs20"><br />21/02/2012 - Nelle procedure negoziate va sempre motivata l’urgenza. Si &#232; espresso in questi termini il Tar Lazio con la sentenza 989/2012.</span><span class="fs24 ff1"><b><br /></b></span><span class="ff1 fs20">Il ricorso alla procedura negoziata senza gara, quindi senza previa pubblicazione del bando, &#232; possibile solo in presenza di una situazione di urgenza tale da rendere necessari tempi pi&#249; veloci rispetto alla procedura ordinaria.<br />Allo stesso tempo, l’urgenza non deve essere addebitabile a carenze organizzative o inerzia della Stazione Appaltante, ma &#232; necessario che risulti da una situazione imprevedibile.<br />I giudici amministrativi hanno ricordato che la procedura negoziata &#232; una sorta di trattativa privata che costituisce un’eccezione ai principi della concorrenza e della pubblicit&#224;, tipici degli appalti.<br />I presupposti che rendono possibile la dichiarazione dell’urgenza devono quindi essere accertati in modo rigoroso, senza ammettere interpretazioni estensive.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:33:43 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?appalti-senza-gara-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/5la3op13</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Efficienza energetica]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Energia"><![CDATA[Energia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_936txa44"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_26010_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Efficienza energetica degli edifici, al via una consultazione pubblica</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />21/02/2012 - Se non si mettono in atto misure immediate per la riduzione dei consumi energetici, l’Unione europea rischia di non raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica previsto per il 2020 e, invece di una riduzione del 20% dei consumi rispetto ai livelli del 1990, ci si fermer&#224; appena al 9%.<br />Per evitare questo allarmante scenario, la Commissione europea ha deciso di lanciare una consultazione pubblica per migliorare il sostegno finanziario all’efficienza energetica degli edifici a livello nazionale ed europeo, e di avviare una revisione della direttiva sulle performance energetiche degli edifici.<br /> <br />Secondo la Commissione, infatti, agli edifici deve essere riservato un ruolo centrale nella politica europea di efficienza energetica, dal momento che quasi il 40% del consumo finale di energia (e il 36% delle emissioni di gas serra) &#232; dovuto a case, uffici, negozi e altri edifici. Inoltre, il settore dell’edilizia, dopo quello dell’energia, ha il maggiore potenziale di riduzione dei consumi.<br /> <br />Alla consultazione sono invitati a partecipare tutti i soggetti interessati, dalle autorit&#224; locali e nazionali a banche e investitori, imprese edili, produttori di materiali da costruzione e componenti tecniche, fornitori di energia, alberghi, consumatori, sindacati, ambientalisti.<br /> <br />&#200; possibile partecipare alla consultazione visitando la pagina dedicata. La scadenza &#232; fissata al 18 maggio 2012.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:32:08 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?efficienza-energetica</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/936txa44</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Riforma del catasto]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Catasto"><![CDATA[Catasto]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3qq5ha9p"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><b><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_26014_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></b></span></span><b><span class="ff1 fs20 cf0">Riforma catasto, un algoritmo per allinearsi ai valori di mercato</span></b><span class="ff1 fs20"><br /><br />21/02/2012 - Sembra pi&#249; vicina la riforma del Catasto. Un algoritmo, per l’allineamento delle rendite catastali ai valori di mercato attraverso una procedura matematica, potrebbe essere inserito nel decreto sulla semplificazione fiscale, atteso al prossimo Consiglio dei Ministri. Il sistema, allo studio del Governo, dovrebbe consentire l'adeguamento evitando di aumentare troppo il carico fiscale della tassazione.<br />Continua cos&#236; il lavoro iniziato con la Manovra Salva Italia, che ha rivalutato le rendite catastali, cio&#232; i valori utilizzati per calcolare la base imponibile.<br /> <br /><b>COME FUNZIONA L’IMPOSIZIONE SUGLI IMMOBILI</b></span><span class="ff1 fs20"><br />A determinare l’entit&#224; dell’imposta &#232; il valore catastale, che si ottiene moltiplicando un coefficiente per la rendita catastale.<br />La rendita catastale &#232; il valore attribuito all’immobile, che funge da base imponibile per determinarne il reddito e il valore catastale ai fini fiscali.<br />La rendita si ottiene moltiplicando la consistenza dell’immobile per la tariffa di estimo. Finora il criterio per determinare la consistenza si &#232; basato sui vani, ma il Governo ha manifestato l’intenzione di prendere in considerazione superficie, localizzazione e caratteristiche edilizie dell’immobile (Leggi Tutto).<br /> <br /><b>L’ITER DELLA RIFORMA</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Le necessit&#224; di rientro economico hanno spinto l’Esecutivo a ridurre l’attuale incongruit&#224; tra rendite catastali, rivalutate nel 1990, e valori di mercato degli immobili.<br />Dal momento che la revisione degli estimi &#232; una procedura lunga e complessa, in fase di definizione della Manovra Salva Italia si &#232; deciso di agire sui coefficienti che, come spiegato, moltiplicati per la rendita determinano l’entit&#224; dell’imposta.<br />Come si legge nella nota esplicativa del Ministero dell’Economia, allegata alla legge di conversione della Manovra Salva Italia, su base territoriale &#232; stata tuttavia rilevata una forte dispersione dello scostamento tra rendite e valori di mercato intorno alla media, soprattutto per i Comuni di grandi dimensioni.<br />L’effettiva perequazione tra i territori urbani e la maggiore equit&#224; nella determinazione delle basi imponibili catastali richiede quindi la revisione complessiva del sistema estimativo.<br /> <b><br />L’ALGORITMO E GLI SCENARI FUTURI: AUMENTI E RIDUZIONE DELLE IMPOSTE</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Per evitare un inasprimento della tassazione, l’adeguamento potrebbe essere accompagnato dalla rimodulazione delle aliquote. Secondo quanto si apprende da fonti di stampa, in alcuni casi le imposte dovrebbero aumentare e in altri diminuire. L’algoritmo, infatti, con una procedura matematica dovrebbe ricondurre il valore fiscale a quello di mercato redistribuendo i carichi tributari. L’equit&#224; della misura sar&#224; garantita dall’attendibilit&#224; dei valori di mercato individuati dall’Agenzia del Territorio.<br /><b><br />LE ALTRE MISURE ATTESE CON IL DECRETO</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Il decreto dovrebbe agire anche nell'applicazione dell'Imu, chiarendo che per prima casa si intende la dimora abituale del proprietario e del suo nucleo familiare e che la detrazione di 200 euro, che pu&#242; essere maggiorata di 50 euro per ogni figlio a carico di et&#224; inferiore ai 26 anni, pu&#242; essere applicata solo su un immobile anche se i familiari dimorano o risiedono in un’altra abitazione.<br />Attesi anche tagli ai tributi. L'alleggerimento dovrebbe derivare dalle risorse rastrellate con il contrasto all'evasione fiscale, che confluiranno probabilmente in un fondo speciale destinato al sostegno delle fasce di reddito pi&#249; basse.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:26:17 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?riforma-del-catasto</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/3qq5ha9p</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Edifici rurali, verifiche sismiche e Sistri: ok al Milleproroghe]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Normativa"><![CDATA[Normativa]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_m17juzpk"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_25978_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Edifici rurali, verifiche sismiche e Sistri: ok al Milleproroghe</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />17/02/2012 - &#200; tornato all’esame della Camera il ddl per la conversione in legge del Milleproroghe. Mercoled&#236; scorso il Senato ha dato il via libera alla fiducia sul maxiemendamento del Governo con 255 voti favorevoli, 34 contrari e nessun astenuto.<br />Confermate le proroghe per il riconoscimento degli edifici rurali, le verifiche sismiche e la tracciabilit&#224; dei rifiuti.<br />&#200; infatti posticipato al 31 marzo 2012 il termine per le domande di riconoscimento degli edifici rurali.<br /> <br />Ricordiamo che il Decreto Sviluppo aveva fissato al 30 settembre 2011 il termine per ottenere la classificazione A/6 o D/10, a seconda che l’immobile fosse destinato a uso residenziale o strumentale, e che il riconoscimento &#232; utile per evitare il pagamento dell’Ici relativa al 2011. Dal 2012, infatti, gli edifici rurali pagheranno l’Imu anche se ci sono diverse proposte per reintrodurre l’esenzione a favore degli edifici rurali.<br /><br />Resta anche la proroga al 31 dicembre 2012 per la scadenza delle attivit&#224; connesse con le verifiche sismiche degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalit&#224;, durante gli eventi sismici, assume rilievo fondamentale per le finalit&#224; di protezione civile.<br /> <br />Il Senato ha confermato anche lo slittamento al 30 giugno 2012 per l’entrata a regime del Sistri, sistema di tracciabilit&#224; dei rifiuti.<br /> <br />Durante la discussione &#232; stato presentato un emendamento per la proroga di un anno delle demolizioni degli edifici abusivi in Campania. La proposta &#232; stata per&#242; giudicata inammissibile.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:39:30 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?edifici-rurali,-verifiche-sismiche-e-sistri--ok-al-milleproroghe</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/m17juzpk</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Semplificazione fiscale, in arrivo chiarimenti sull’Imu]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Normativa"><![CDATA[Normativa]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_xsu97g4f"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_25997_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Semplificazione fiscale, in arrivo chiarimenti sull’Imu</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />17/02/2012 - Grande attesa per il decreto sulle semplificazioni fiscali, che potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri questa settimana. Il restyling dell’Imu dovrebbe ricoprire un ruolo centrale nel testo, annunciato nei giorni scorsi ma poi slittato per la chiusura degli uffici pubblici causa maltempo.<br />Il nuovo decreto potrebbe accogliere le richieste avanzate da Anci sull’esenzione per gli immobili dei Comuni. Si tratta di edifici posseduti dai Comuni per fini istituzionali o sui quali le amministrazioni vantano diritti reali, che possono anche essere situati in un altro municipio.<br /> <br />Potrebbe inoltre rimanere ai Comuni il gettito derivante dalle imposte sugli alloggi appartenenti a cooperative edilizie o assegnati dagli ex Iacp. Resterebbe invece la divisione, al 50 per cento con lo Stato, degli introiti incassati con la riscossione dell’Imu sulle seconde case, alle quali ricordiamo che si applica un’aliquota base dello 0,76 per cento.<br /> <br />Secondo indiscrezioni di stampa, il decreto dovrebbe inoltre chiarire la nozione di abitazione principale, che gode di un’aliquota agevolata dello 0,4 per cento. Per prima casa si intender&#224; la dimora abituale del proprietario e del suo nucleo familiare.<br /> <br />La detrazione di 200 euro, che pu&#242; essere maggiorata di 50 euro per ogni figlio a carico di et&#224; inferiore ai 26 anni, potr&#224; essere applicata solo su un immobile anche se i familiari dimorano o risiedono in un’altra abitazione.<br /> <br />Ma di Imu si &#232; parlato anche in merito agli edifici ecclesiastici o appartenenti alle Onlus, per i quali dovrebbero in molti casi cessare le esenzioni. La misura, annunciata nei giorni scorsi dal Governo, dovrebbe colpire le parti degli edifici utilizzate a fini commerciali, mentre resterebbero esclusi dall’applicazione dell’imposta i luoghi di culto, come ad esempio le cappelle presenti in ospedali o scuole parificate. I contenuti di questa riforma potrebbero confluire in un emendamento al decreto sulle liberalizzazioni, ma anche essere trattati in un altro provvedimento.<br /> <br />L’intenzione dell’Esecutivo di assoggettare ad Imu gli immobili ecclesiastici &#232; stata accolta con favore dall’Unione Europea, che aveva avviato la messa in mora dell’Italia.<br /> <br />Per la definizione dei contenuti definitivi si dovr&#224; ora attendere la discussione del Consiglio dei Ministri.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:37:48 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?semplificazione-fiscale,-in-arrivo-chiarimenti-sull-imu</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/xsu97g4f</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Classe energetica solo nel 12,7% degli annunci immobiliari]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Energia"><![CDATA[Energia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1uhjhg70"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/d_25845_01.jpg"  title="" alt="" width="248" height="203" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>I dati in una ricerca: nel Nord Est la percentuale &#232; del 18,9%, al Sud del 3,8%</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />09/02/2012 - Dopo poco pi&#249; di un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo di indicare la classe energetica degli edifici negli annunci immobiliari di vendita o locazione, solo nel 12,7% dei casi l’obbligo &#232; stato rispettato. Il dato emerge da una ricerca condotta da Immobiliare.it.<br />“Se nei primi giorni di gennaio - dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it - analizzando gli oltre 700mila annunci presenti sul nostro sito avevamo rilevato un 4,7% di inserzioni in regola, a distanza di un mese mesi la situazione &#232; migliorata. Le differenze tra regione e regione per&#242; sono nette e mostrano una reazione non uniforme all’introduzione della normativa”.<br />Lo studio ha analizzato le differenze tra Nord, Centro e Sud: nel Nord Est, ad esempio, la percentuale di annunci con certificazione energetica &#232; salita al 18,9%, mentre a Nord Ovest &#232; al 15,6%; al Centro Italia siamo all’8,8% e al Sud al 3,8%. Tra le province, quelle con i livelli pi&#249; elevati di certificazione sono Bolzano (oltre un annuncio su quattro, il 25,6%) e Trento (22,0%), seguite a distanza da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). Roma &#232; ferma al 5,2%, mentre il fanalino di coda dell’indagine &#232; Palermo, che arriva allo 0,9%.<br />Immobiliare.it spiega il motivo per il quale gli immobili in regola sono relativamente pochi: ad oggi l’unica Regione che sanziona il mancato adempimento dell’obbligo &#232; la Lombardia (previste multe fino a 5.000 euro) che, comunque, &#232; stata costretta dalla levata di scudi dei proprietari di casa e dei professionisti di settore a mitigare l’introduzione della norma, escludendo dalle sanzioni gli annunci che fanno riferimento ad un contratto sottoscritto entro il 31 dicembre 2011.<br />Ma i problemi maggiori - spiega Immobiliare.it - li hanno i privati: solol’1,5% degli annunci pubblicati da loro &#232; dotato di indicazione della classificazione energetica dell’immobile messo in vendita o affitto (a fronte del 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie).<br />La rilevazione condotta da Immobiliare.it considera come validi solo gli annunci che riportino, come richiesto dalla normativa, sia la classe energetica sia l’indice di prestazione energetica dell’immobile, un valore, questo, presente solamente nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Si escludono automaticamente tutti quegli immobili che, attraverso autocertificazione, erano stati collocati direttamente nella classe G, quella peggiore in assoluto; questa procedura non &#232; pi&#249; ritenuta corretta e sta obbligando privati e agenzie a correre ai ripari. Se nei mesi scorsi gli annunci dotati di certificazione energetica erano prevalentemente di immobili nuovi, oggi, sul totale l’80,4% &#232; usato.<br /> <br /><b>La situazione degli immobili oggi</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Ma qual &#232;, oggi, lo stato degli immobili in vendita? Se il 24% appartiene alla classe C, segno di una qualit&#224; media comunque buona, una percentuale identica si trova nella classe G, la peggiore; in questa categoria ritroviamo gli immobili pi&#249; vecchi, che anche con importanti (e costosi) interventi di ristrutturazione non potrebbero comunque arrivare in classe A. Questa la classifica completa della distribuzione degli immobili certificati: Classe A - 14%; Classe B - 8%; Classe C - 24%; Classe D - 8%; Classe E - 9%; Classe F - 13%; Classe G - 24%.<br />“La normativa sulla classificazione energetica anticipa una richiesta comunque tassativa al momento del rogito - continua Giordano - e quindi, pi&#249; che essere un freno al mercato immobiliare, deve essere letta come uno strumento in pi&#249; per l’acquirente, che sa sin da subito quello che sar&#224; il livello medio dei consumi dell’immobile”.<br /> <br />In merito all’incidenza della classificazione energetica sul costo dell’immobile, va detto che &#232; piuttosto difficile isolare questo solo aspetto rispetto alle generali condizioni dell’immobile; ad ogni modo, immobili simili ma con classi differenti possono subire un’oscillazione di prezzo di vendita che pu&#242; arrivare anche al 30% a seconda che siano in classe A o G. Ad esempio, per un bilocale usato di 65 mq, in zona semicentrale a Milano, il prezzo pu&#242; variare da 448.000 euro se in Classe A a 362.000 euro se in Classe D a 339.000 euro se in Classe G. Lo stesso bilocale a Roma va da 421.000 euro se in Classe A a 340.000 euro se in Classe D a 321.000 euro se in Classe G.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:04:10 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?classe-energetica-solo-nel-12,7--degli-annunci-immobiliari</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/1uhjhg70</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Iva nelle cessioni e Imu sull’invenduto, le richieste Ance]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Economia"><![CDATA[Economia]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_d98v7b62"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_25974_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Regole chiare per terre e rocce da scavo, gli edili al Senato per rivedere il dl liberalizzazioni</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />10/02/2012 - Modificare il decreto sulle liberalizzazioni per non affossare il settore edile.<br />Sono le richieste che l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha avanzato con un’audizione in Commissione Industria al Senato. Iva sulle cessioni di abitazioni, cancellazione dell’Imu sull’invenduto e regole chiare per il reimpiego delle terre e rocce da scavo sono alcuni ambiti in cui l’associazione dei costruttori chiede di intervenire per non peggiorare la crisi del comparto.<br /> <br /><b>Iva e cessione degli immobili</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Ance propone di estendere l’Iva a tutte le cessioni di abitazioni, anche se effettuate dopo cinque anni dall’ultimazione dei lavori, ma anche alle locazioni di fabbricati destinati alla vendita. In caso contrario, l’Iva si trasforma in un costo aggiuntivo, che aggrava le difficolt&#224; delle imprese dovute agli effetti a cascata della crisi economica.<br />Allo stato attuale, l’imponibilit&#224; ad Iva esiste solo per le cessioni di abitazioni, locate per almeno quattro anni in attuazione di piani di edilizia abitativa, e per la cessione di alloggi sociali. &#200; inoltre possibile scegliere se applicare l’Iva sulle cessioni degli immobili entro cinque anni dalla fine dei lavori. Diversamente da quanto inizialmente deciso dal Governo, restano fuori gli immobili rimasti invenduti dopo cinque anni dal momento in cui sono stati realizzati.<br />L’estensione dell’Iva a tutte le cessioni, si legge nel documento depositato dall’Ance, permetterebbe di conformarsi alla Direttiva 2006/112/Ce, che riconosce ai soggetti passivi la possibilit&#224; di optare per l’imposizione in tutte le cessioni e locazioni di fabbricati abitativi o destinati ad altro uso.<br />Col sistema in vigore, lamenta l’Ance, i costruttori sono soggetti a una doppia penalizzazione. Da una parte devono restituire l’Iva detratta in sede di costruzione, dall’altra sono limitati nelle detrazioni sull’attivit&#224; esercitata. Il decreto, continua l’Ance, consente di separare contabilmente e fiscalmente le operazioni di cessione delle abitazioni esenti e di quelle imponibili ad Iva. Una possibilit&#224; che i costruttori vedono pi&#249; come un onere gestionale che come soluzione.<br /> <b><br />Imu sugli immobili invenduti</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Durante l’audizione, l’Associazione degli edili ha chiesto la cancellazione dell’Imu dai fabbricati costruiti per la vendita, ma che per tre anni dalla fine dei lavori restano nel magazzino dell’impresa perch&#233; la situazione di crisi rallenta le compravendite.<br /> <br />L’Ance ha proposto l’esenzione dall’imposta municipale unica anche per le aree edificabili in corso di edificazione e per le aree oggetto di convenzione urbanistica.<br /> <br /><b>Chiarimenti su terre e rocce da scavo</b></span><span class="ff1 fs20"><br />Vista l’incertezza che caratterizza il settore, l’Ance ha chiesto di individuare in tempi brevi una regola chiara e di immediata applicazione per il reimpiego delle terre e rocce da scavo, in modo che i materiali escavati possano essere gestiti come sottoprodotti, riducendo l’attivit&#224; estrattiva.<br />Si &#232; fatta portavoce dell'esigenza di un panorama normativo certo anche la Commissione Lavori Pubblici, che ha espresso parere positivo sul ddl per la conversione del decreto liberalizzazioni, raccomendando per&#242; di non demandare la regolamentazione della materia a un decreto ministeriale futuro, ma di stabilire subito le modalit&#224; per il reimpiego dei materiali escavati.<br />Come sottolineato anche dalla Commissione Ambiente e Territorio, l'approvazione del decreto comporter&#224; l'abrogazione dell'articolo 186 del D.lgs 152/2006, che al momento costituisce la disciplina di riferimento per terre e rocce da scavo.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 08:59:51 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?iva-nelle-cessioni-e-imu-sull-invenduto,-le-richieste-ance</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/d98v7b62</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Recupero sottotetti, la Sicilia proroga i termini]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Normativa"><![CDATA[Normativa]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_jt81a07b"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/d_25870_01.jpg"  title="" alt="" width="181" height="131" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Possono essere convertiti a uso abitativo i locali appartenenti a edifici realizzati fino al 3 gennaio 2012</b></span><span class="ff1 fs20"><br /><br />10/02/2012 - La Sicilia proroga i termini per il recupero a fini abitativi dei sottotetti. Con la Finanziaria regionale 2012 potranno essere convertiti in abitazioni anche quelli situati in edifici realizzati entro l’inizio dell’anno.<br />La Legge Regionale 1/2012, Finanziaria Regionale, prevede infatti che possano essere recuperati a fini abitativi i sottotetti, le pertinenze, i locali accessori e i seminterrati appartenenti a edifici realizzati fino al 3 gennaio, data di approvazione della norma.<br /> <br />Ricordiamo che il recupero di sottotetti e pertinenze &#232; stato introdotto con la Legge Regionale 4/2003. Il termine per la conversione di questi spazi in abitazioni &#232; stato pi&#249; volte prorogato e, prima dell’approvazione della Finanziaria, era scaduto il 12 maggio scorso.<br /> <br />La norma del 2003 promuoveva il contenimento del consumo di suolo, provvedendo alla realizzazione di nuove abitazioni recuperando gli spazi esistenti, senza costruire nuovi fabbricati.<br /> <br />Il recupero &#232; consentito assicurando un’altezza media ponderale di 2 metri, anche in deroga alle norme vigenti, ma senza implicare modifiche alle altezze di colmo e di gronda e alle linee di pendenza delle falde. &#200; ammessa anche l’apertura di lucernari per il rispetto dei requisiti di aeroilluminazione.<br /> <br />Per la realizzazione degli interventi &#232; necessario il rilascio, anche tacito, della concessione edilizia o la presentazione della Dia. Devono inoltre essere corrisposti gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, un contributo commisurato al costo di costruzione e una somma pari al 20% del valore dei locali recuperati, che dopo l’intervento vedono accrescere la propria rendita catastale.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 08:58:44 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?recupero-sottotetti,-la-sicilia-proroga-i-termini</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/jt81a07b</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le modifiche dei professionisti al decreto Liberalizzazioni ]]></title>
			<author><![CDATA[Giachino Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.giachinogiuseppe.it/blog/index.php?category=Professione"><![CDATA[Professione]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_op060597"><p class="imTALeft"><span class="fs20"><span class="ff0 cf0"><img class="image-1 fleft" src="https://www.giachinogiuseppe.it/images/f_25952_01.jpg"  title="" alt="" width="250" height="180" /></span></span><span class="ff1 fs20 cf0"><b>Confprofessioni: soci di capitale minoritari nelle Societ&#224; tra professionisti, norme pi&#249; chiare per le tariffe<br /></b></span><span class="ff1 fs20"><br />10/02/2012 - Societ&#224; tra professionisti con capitale minoritario dei soci non professionisti; libert&#224; per il professionista di negoziare direttamente la propria polizza assicurativa e di scegliere sul mercato i corsi di formazione, senza l’intervento degli Ordini; norme pi&#249; chiare per le tariffe; equo compenso per i tirocinanti.<br />Sono queste le proposte di modifica che Confprofessioni, la confederazione italiana delle libere professioni, ha formulato in merito alla normativa emanata negli ultimi mesi, dalla Manovra Bis (DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011) alla Legge di Stabilit&#224; 2012 (Legge 183/2011) al DL 1/2012 per le liberalizzazioni. Le proposte sono state presentate alla Commissione Industria del Senato, nell’ambito dell’iter di conversione in legge del DL 1/2012.<br />Secondo Confprofessioni, la normativa sulle Societ&#224; tra professionisti (introdotte dalla Legge 183/2011), cos&#236; com’&#232; mette a rischio l’indipendenza del professionista, l’assenza di conflitti di interesse, la tutela del segreto professionale. Per questo si dovrebbe prevedere un apporto di capitale di soci non professionisti non maggioritario e attribuire la governance delle Societ&#224; stesse esclusivamente ai soci professionisti. Ricordiamo che questa richiesta &#232; gi&#224; stata avanzata dai Consigli Nazionali degli Ingegneri e degli Architetti (leggi tutto).<br />Per quanto riguarda le polizze assicurative, pur condividendo l’introduzione dell’obbligo per il professionista di stipularla, Confprofessioni ritiene restrittiva rispetto alle regole del libero mercato la norma che attribuisce ai Consigli Nazionali degli Ordini la facolt&#224; di negoziare le condizioni generali delle polizze, e propone che la negoziazione con le Compagnie assicurative venga lasciata alla discrezionalit&#224; dei professionisti e alle libere Associazioni o Confederazioni professionali titolate alla tutela degli interessi dei professionisti.<br />Parere negativo anche sulla competenza degli Ordini professionali della predisposizione dei percorsi di formazione dei professionisti. La proposta di Confprofessioni &#232; quella di attribuire ai Consigli nazionali il compito di fissare i requisiti minimi dei corsi di formazione, uniformi sul territorio nazionale, cos&#236; da permettere ai professionisti di scegliere liberamente sul mercato i percorsi formativi pi&#249; idonei alla loro preparazione professionale e di stimolare la concorrenza degli altri organizzatori di eventi formativi.<br />Sul tema delle tariffe professionali, Confprofessioni fa notare che l’abrogazione tout court delle tariffe, di per s&#233; oramai superate dai fatti, ha creato un vuoto normativo nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, in quanto fa riferimento a “parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante”, non ancora emanato.<br />Inoltre, ritiene contraddittorio che l’utilizzo di quegli stessi parametri, imposti come nuovo riferimento per la liquidazione dei compensi da parte di un organo giurisdizionale, renda nulla la clausola relativa alla determinazione del compenso qualora riscontrata nei contratti tra professionisti e consumatori o microimprese.<br />Infine, la normativa impone l’obbligo di pattuizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico e di indicazione per le “singole prestazioni” di “tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”, ma - secondo Confprofessioni - non tiene conto, per prestazioni particolarmente complesse, della grave difficolt&#224; se non dell’impossibilit&#224; di prevedere in anticipo tutte le voci di costo.<br />Quanto al tirocinio professionale, la richiesta &#232; quella di armonizzare la disciplina con il nuovo Testo unico sull’apprendistato, in particolare con le misure per l’apprendistato di ricerca e di alta formazione, che definiscono un inquadramento contrattuale e tutele di welfare per i giovani praticanti, e di ripristinare l’equo compenso per i praticanti.<br /></span></p></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 08:56:12 GMT</pubDate>
			<link>https://www.giachinogiuseppe.it/blog/?le-modifiche-dei-professionisti-al-decreto-liberalizzazioni-</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.giachinogiuseppe.it/blog/rss/op060597</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>