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Iva nelle cessioni e Imu sull’invenduto, le richieste Ance

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Regole chiare per terre e rocce da scavo, gli edili al Senato per rivedere il dl liberalizzazioni

10/02/2012 - Modificare il decreto sulle liberalizzazioni per non affossare il settore edile.
Sono le richieste che l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha avanzato con un’audizione in Commissione Industria al Senato. Iva sulle cessioni di abitazioni, cancellazione dell’Imu sull’invenduto e regole chiare per il reimpiego delle terre e rocce da scavo sono alcuni ambiti in cui l’associazione dei costruttori chiede di intervenire per non peggiorare la crisi del comparto.

Iva e cessione degli immobili

Ance propone di estendere l’Iva a tutte le cessioni di abitazioni, anche se effettuate dopo cinque anni dall’ultimazione dei lavori, ma anche alle locazioni di fabbricati destinati alla vendita. In caso contrario, l’Iva si trasforma in un costo aggiuntivo, che aggrava le difficoltà delle imprese dovute agli effetti a cascata della crisi economica.
Allo stato attuale, l’imponibilità ad Iva esiste solo per le cessioni di abitazioni, locate per almeno quattro anni in attuazione di piani di edilizia abitativa, e per la cessione di alloggi sociali. È inoltre possibile scegliere se applicare l’Iva sulle cessioni degli immobili entro cinque anni dalla fine dei lavori. Diversamente da quanto inizialmente deciso dal Governo, restano fuori gli immobili rimasti invenduti dopo cinque anni dal momento in cui sono stati realizzati.
L’estensione dell’Iva a tutte le cessioni, si legge nel documento depositato dall’Ance, permetterebbe di conformarsi alla Direttiva 2006/112/Ce, che riconosce ai soggetti passivi la possibilità di optare per l’imposizione in tutte le cessioni e locazioni di fabbricati abitativi o destinati ad altro uso.
Col sistema in vigore, lamenta l’Ance, i costruttori sono soggetti a una doppia penalizzazione. Da una parte devono restituire l’Iva detratta in sede di costruzione, dall’altra sono limitati nelle detrazioni sull’attività esercitata. Il decreto, continua l’Ance, consente di separare contabilmente e fiscalmente le operazioni di cessione delle abitazioni esenti e di quelle imponibili ad Iva. Una possibilità che i costruttori vedono più come un onere gestionale che come soluzione.

Imu sugli immobili invenduti

Durante l’audizione, l’Associazione degli edili ha chiesto la cancellazione dell’Imu dai fabbricati costruiti per la vendita, ma che per tre anni dalla fine dei lavori restano nel magazzino dell’impresa perché la situazione di crisi rallenta le compravendite.

L’Ance ha proposto l’esenzione dall’imposta municipale unica anche per le aree edificabili in corso di edificazione e per le aree oggetto di convenzione urbanistica.

Chiarimenti su terre e rocce da scavo

Vista l’incertezza che caratterizza il settore, l’Ance ha chiesto di individuare in tempi brevi una regola chiara e di immediata applicazione per il reimpiego delle terre e rocce da scavo, in modo che i materiali escavati possano essere gestiti come sottoprodotti, riducendo l’attività estrattiva.
Si è fatta portavoce dell'esigenza di un panorama normativo certo anche la Commissione Lavori Pubblici, che ha espresso parere positivo sul ddl per la conversione del decreto liberalizzazioni, raccomendando però di non demandare la regolamentazione della materia a un decreto ministeriale futuro, ma di stabilire subito le modalità per il reimpiego dei materiali escavati.
Come sottolineato anche dalla Commissione Ambiente e Territorio, l'approvazione del decreto comporterà l'abrogazione dell'articolo 186 del D.lgs 152/2006, che al momento costituisce la disciplina di riferimento per terre e rocce da scavo.

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